Note 10 — DELLA STORIA DI TUCIDIDE
F. P. (Francesco Pasquale) Boni translation
Pag. 6. Questo Pelope è uno dei più celebri personaggi dei tempi eroici. Noi non riferiremo qui ciò che la favola narra di Tantalo suo padre; solo diremo che Tantalo, re della Lidia, sconfitto da Troo fu costretto rifugiarsi in Elide alla corte del re di Pisa, Enomao. Quivi Pelope conquistò in isposa, vincendo Enomao alla corsa, la bella Ippodamia che gli portò in dote il trono di Pisa. Pelope si rese ben tosto formidabile ai principi suoi vicini; estese il proprio dominio sopra tutta l’Elide, e perciò tutta la penisola conosciuta sotto i nomi di Pelasgia, Apia, Argolide ricevette da lui il nome di Peloponneso. È ignoto come e quando questo principe morisse; ebbe però dopo la morte onori divini. Gli Elei, secondo Pausania (lib. V, c. 13), gli innalzarono un tempio in Olimpia presso a quello di Giove; Ercole gli consacrò un certo spazio di terra presso il tempio medesimo, perchè ei discendeva da Pelope per quattro gradi di generazione. Aggiungasi che questo eroe gli offerse un sacrificio sull’orlo di una fossa, dove i magistrati e gli Arconti non mancarono poscia di recarsi ogni anno per farvi un sagrificio prima di entrare in carica; uso che ai tempi degli Antonini era ancora in vigore. Vuolsi che Pelope instituisse i giuochi olimpici, o che almeno li facesse celebrare con nuova pompa. Ebbe Pelope tre figliuoli, due dei quali troppo famosi Atreo e Tieste, l’altro Ippalimo od Ippalco. I discendenti di Pelope furono chiamati Pelopidi, e il loro carattere crudele e turbolento fe’ sì che Cicerone applicasse il loro nome a quei perversi cittadini che avean prese le armi contro la patria.