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Delle guerre del Peloponneso, libri VIII, vol. 1/2

Note 9 — DELLA STORIA DI TUCIDIDE

F. P. (Francesco Pasquale) Boni translation

Pag. 5. Della potenza marittima di Minos ecco come ne parla Erodoto al lib. II, §122: — Conciossiachè Policrate è il primo fra i Greci per noi conosciuti, il quale meditato abbia all’impero del mare, quando eccettui Minos il Cnossio, o tal altro, se pur vi fu, che avanti costui al mare signoreggiasse. — Anche Strabone (lib. XIV) celebra la potenza marittima di Minos. Aristotele narra come Minos conquistasse e colonizzasse parecchie isole, e perisse da ultimo in una spedizione contro Sicilia. Minos regnando in Creta sarebbe anche stato uno de’ più sapienti legislatori dell’antichità. Disputano i critici non pur sull’età in cui visse questo Minos, ma sì anche sulla realtà della sua persona. Coloro che considerano tutti i personaggi della storia mitologica come poco più che numi a cui si connette la storia dello sviluppo sociale, non veggono in Minos altro che la concentrazione di quello spirito d’ordine che circa il suo tempo cominciò a manifestarsi nell’isola di Creta sotto le forme di una politica regolare. Ma perchè intorno a Minos regna una grande incertezza mitologica, non dobbiamo già credere ch’egli non sia mai esistito. Molti distinguono il Minos legislatore di Creta da Minos primo signoreggiatore del mare. Fanno quello figliuolo di Giove Asterio re di Creta e di Europa figlia d’Angenore, fondatore di molte città: a questi Esiodo dà il nome di re per eccellenza, e Omero di confidente di Giove. L’altro, pure re dei Cretesi, è fatto figliuolo di Licasto, nipote di Minos I; ebbe guerra cogli Ateniesi, a cui impose il celebre tributo dei sette garzoni e delle sette giovanette da immolarsi al minotauro. Il primo è fatto regnante verso il 1450 A. C.; questo secondo avrebbe cessato di vivere in Sicilia 35 anni avanti l’assedio di Troja. Nel secondo libro della Politica Aristotele fa un paragone tra le instituzioni cretesi e spartane, e attribuisce l’ordinamento delle leggi cretesi al Minos I. Questo paragone, aiutato forse dalla connessione che sin dal tempo di Omero esistette fra Creta e Sparta a cagione delle colonie, ha suggerito certamente la teoria imaginata e sostenuta dal Müller, che Minos fosse un principe dorico, teoria che, come osserva Thirlwall, fu totalmente ignota agli antichi. Questo punto viene molto abilmente discusso da questo storico (nella sua Hist. of Greece, I, 135). Alcuni autori post-omerici fanno Minos giudice dell’Inferno in compagnia di Eaco e sotto la presidenza di Radamanto. — È singolare che Creta al tempo di cui qui parla Tucidide, così rinomata tanto pel suo poter navale quanto per essere stata culla degli dei olimpici, non abbia di poi conseguito punto di quella celebrità che la sua posizione parea prometterle. Egli pare che ad essa non sia toccato altro che l’ufficio di aprir la via all’altrui primato marittimo. Meursio ha un dottissimo lavoro su Creta antica, ora Candia; ma la miglior opera sulla storia antica di quest’isola è quella di Hoeck, apparsa in tedesco nel 1823.

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