Note 8 — DELLA STORIA DI TUCIDIDE
F. P. (Francesco Pasquale) Boni translation
Pag. 4. I Locri erano divisi in tre stirpi o tribù, le quali rimasero sempre separate per la differente forma di lor politica costituzione. I Locri Ozolii di cui qui parla Tucidide erano stanziati nella parte occidentale della Focide, aveano il miglior territorio, nel quale ciascuna città sembrava essere libera, quantunque Anfissa fosse detta principale. Questi Locri Ozolii, distinguevansi poi dai Locri Opunzii, così detti dalla loro città Opunto: di essi parla Tucidide al lib. I, § 108.; II, 32; III, 99, e dai Locri Opinnemidii dal monte Cnemide cui erano vicini, dei quali ci è affatto sconosciuta la costituzione. I Locri Ozolii erano chiamati anche Epizesirii, come si vede anche in Tucidide, lib. VII, § 1. — Gli Etolii rimasero il più rozzo e barbarico stormo fra gli Elleni, poichè non erano che ladri di terra e di mare. Etolo, che diede loro il nome, Peneo, Meleagro, Diomede furono i loro antichi eroi; essi non uscirono dallo stato di loro primitiva selvatichezza che dopo la ruina di Sparta e di Atene; rendendosi poscia formidabili ai Romani, e come nemici, e come alleati; furono soggiogati da Fulvio. Di questo popolo è pure ignota la costituzione. — Gli Acarnani abitavano quella parte dell’Epiro, che è separata dall’Etolia pel fiume Acheloo, e confina al mezzodì col mare Jonio. Erano prima detti Careti, cioè Tonsurati, perchè lasciavano crescere i loro capelli solamente dietro il capo, e radevano quelli davanti, per non dar presa ai loro nemici: costumanza che presero da essi anche gli Abanti. Questi popoli che Tucidide fa ladroni passavano per effeminati e dirotti ad ogni dissolutezza: di qui il nome di porci d’Acarnania che i Greci applicavano a coloro che abbandonavansi con eccesso ai piaceri dell’amore (V. Luciano, Dial. Meretr.; Pausania, lib. VIII, c. 24). Pare che ai tempi della guerra di Troja una parte dell’Acarnania fosse soggetta alla vicina isola di Itaca; ma non abbiamo contezza del quando e del come il governo repubblicano s’introducesse fra gli Acarnani, e quale ne fosse la costituzione. Traevano il loro nome da Acarnano, figlio di Alcmeone, il più antico loro re.