Note 21 — DELLA STORIA DI TUCIDIDE
F. P. (Francesco Pasquale) Boni translation
Pag. 12. Leocorio era un tempio d’Atene consacrato alle figlie di Leo figliuolo di Orfeo, sagrificate dal padre stesso, avendo Delfo dichiarato la loro morte necessaria per salvare Atene (Eliano, Hist. div., XII, 28).
Panatenaica ed anche panatenea era detta la grande festa che ogni anno si celebrava in Atene in onore di Minerva. Institutore di questa festa, secondo alcuni, fu Erittonio, secondo altri Orfeo; ma pare più verosimilmente ne sia stato Teseo, all’epoca in cui centralizzò nel governo di Atene le diverse borgate dell’Attica, come narra Tucidide stesso più avanti lib. II, § 15; e le panatenee commemoravano appunto una tale riunione. A queste feste erano ammessi tutti i popoli dell’Attica, coll’intendimento di assuefarli a riconoscere Atene, in cui si celebravano, come loro patria comune. Quelle feste nella loro prima origine erano semplicissime e non duravano più di un giorno: ma in progresso ne fu accresciuta la pompa e la durata. Furono quindi instituite le grandi e le piccole panatenee; le grandi celebravansi ogni cinque anni il 23 del mese ecatombeone, che corrisponde al nostro settembre, ma che era il primo dell’anno ateniese; le piccole solennizzavansi ogni tre anni o piuttosto, come altri vuole, tutti gli anni il 20 del mese targellione che era l’undecimo dell’anno ateniese e corrispondeva il suo principio al nostro fine di aprile. Ogni città dell’Attica, ogni colonia in quelle occasioni dovea come tributo offrire un bue a Minerva. La dea avea l’onore dell’ecatombe, e al popolo ne spettava il profitto, venendo le carni della vittima distribuite agli spettatori. Durante queste feste vi aveano tre sorta di combattimenti. Il primo era una corsa a piedi, che poscia divenne equestre; il secondo una lotta di atleti ignudi; il terzo, stabilito da Pericle, era una gara di poesia e di musica. In queste gare interveniva il fiore dell’ingegno greco, e i vincitori aveano in premio una corona d’alloro ed un barile di olio squisito. La festa avea fine con pubblici banchetti.