Note 190 — DELLA STORIA DI TUCIDIDE (continued 4)
F. P. (Francesco Pasquale) Boni translation
Pag. 161. Questa frase — a causa della moltiplicità dei suffragi, vuolsi intendere, per il gran numero di opinioni diverse che dividevano fra loro quelli che aveano il diritto di suffragio; la frase δια πολυψηφιαν è dallo Scoliaste di Tucidide spiegata per δια το μη τα αυτα πασι δοκειν. E qui vuolsi notare che l’isola di Lesbo (oggidì Metelina), una delle più popolate del mare Egeo ed alla quale Strabone dava 560 stadii di lunghezza, con un circuito di 1,500 stadii, conteneva Antilla, Eressa, Mitilene e Metimna, città quasi tutte celebri in floridezza e popolazione. All’epoca di cui parla Tucidide, cioè il quarto anno della guerra peloponnesiaca, la capitale di Lesbo, Mitilene, volea scuotere il giogo d’Atene; ma Mitilene sola poteva nulla; ciascuna città dell’isola avendo il suo (ψηφος) diritto di suffragio; ciascuna usando ed abusando di questo diritto secondo il proprio particolare interesse, bene spesso contrario all’interesse generale, facea sì che i Mitilenei non potessero venire a capo di quella conformità d’animo e di mente che sola potea renderli capaci di scuotere il giogo d’una nazione oppressiva i suoi alleati. Vedi su di ciò Gail, tom. VI, pag. 159.