Note 176 — DELLA STORIA DI TUCIDIDE (continued 3)
F. P. (Francesco Pasquale) Boni translation
Pag. 138. Boni traduce qui per ammiraglio il Ναυαρχον de’ Greci; e forse non si potea tradur meglio. Gli ammiragli dei Greci aveano sotto di sè i trierarchi, i quali corrisponderebbero ai nostri capitani di nave. Questi ultimi ascendevano ad un gran numero; i navarchi invece non erano più di dieci, e talvolta riducevansi ad uno solo. Il navarco presso i Romani chiamavasi magister navis. Vegezio descrive nel seguente passo le sue funzioni. — Singulæ liburnæ singulos navarchos, id est quasi navicularios habebant qui exceptis cæteris nautarum officiis, gubernatoribus, atque remigibus et militibus exercendis, quotidianam curam et jugem exhibebant industriam (Lib. V, c. 2.). Egli dava anche l’ordine del combattimento e ne regolava ogni cosa. Le funzioni del navarco pare avessero a Sparta una grande importanza, poichè Aristotele, parlando di esso, ne dice: — A lato dei re, che sono capi a vita, la navarchia sostituisce una specie d’altro poter regio — (Polit., lib. I, c. 7.). Da un passo di Demostene (contro Eschine) si rileva anche che al trierarco fosse affidata la cura della flotta e l’autorità di costringere i cittadini, in proporzione dei loro beni, ad allestire vascelli in tempo di guerra.