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Della storia d'Italia dalle origini fino ai nostri giorni, sommario. v. 2

Note 6 — NOTA

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A dir vero, in un primo momento, il B. aveva dato ai «periodi storici» assai minore importanza che non dette poi, ed egli stesso aveva notato che gli storici greci e latini non s’erano mai preoccupati di razionali ripartizioni cronologiche, contenti di quelle che veniva a offrire, quasi di per se stessa, l’esposizione storica (cfr. Scritti stor. min., p. 257). Ma poi egli cangiò opinione. Il frutto dei suoi nuovi studi circa sí fatta materia fu da lui esposto in una memoria presentata nel 1841 alla R. Accademia di Torino, nelle cui Memorie (serie II, tomo III) fu pubblicata col titolo Sulla divisione e suddivisione della storia d’Italia, cenni del conte C. B. (inserita poi negli Scritti stor. min.).—Ivi, separata del tutto la storia antica dalla moderna (separazione, che piú tardi, nel Sommario, abbandonava), il B. divide la seconda in quattro periodi; 1. (suddiviso in due) Dei barbari, 476-774;—2. (suddiviso in 2) Del regno d’Italia (774-1073);—3. (suddiviso in 4) Dei comuni, 1073-1494;—4 (suddiviso in 3) Della preponderanza straniera, 1494-1814.—Che è la divisione, la quale, giá adottata presso a poco nei Pensieri sulla storia d’Italia, il B. tenne poi presente nel Sommario. Cfr. Ricotti, pp. 171-2.

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