Note 62 — APPENDICE
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Donde si potrebbe, rigorosamente ragionando, dedurre la convenienza delle due o delle tre righe nella formazione dell'infanteria; quistione non ancora fermata, meno che presso gl'inglesi, i quali nella guerra della penisola ebbero, a quel che pare, a trarre infinito profitto dall'infanteria disposta in due righe. E poiché la terza riga non può tirare se non quando la prima è in ginocchio — situazione pericolosa spesso e sempre incomoda e faticosa, — e poiché poco vantaggiano i fuochi dal caricar delle armi della terza riga per la seconda, cosí può supporsi esser preferibile di ordinar l'infanteria in due righe. La fluttuazione delle marcie in battaglia, maggiore su di due che su di tre righe, secondo a me sembra contrariamente al parere del generale di Chambray, potrebbe essere efficacemente riparata aggiugnendo alcun poco al numero ed ai doveri dei serrafile. Rimarrebbero all'ordine su due righe i seguenti vantaggi: 1. di acquistare un terzo di uomini, che messi sulle ali le prolungherebbero fornendo dei fuochi che non darebbero in terza riga, e messi altrove fornirebbero una riserva utile in mille guise; 2. di subire meno dannosamente i colpi delle artiglierie; 3. di fare svanire i danni che nei fuochi la terza riga non di rado cagiona alla prima, segnalati da molti ed ultimamente con energia dal maresciallo Gouvion-Saint-Cyr nelle sue Memorie (campagna del 1813). Egli è però vero che l'infanteria in due righe abbisogna di molta calma e fermezza, e che nella formazione dei quadrati sarebbe forse necessario di prescrivere che, salvo solamente quelli composti da un sol battaglione, gli altri tutti dovessero ordinariamente formarsi su di due linee. Quale importante mutazione non avverrebbe in tattica, ove i maestri di guerra che ancor vivono in Europa imprendessero coi loro lumi e con la loro esperienza a risolvere un tal problema, ed ove risolvendolo paresse loro di adottar la formazione in due righe?