← Table of contents
Della peste e della pubblica amministrazione sanitaria

Note 26 — SERIE DI TUTTE LE PESTILENZE PIÙ MEMORABILI DAI PIÙ REMOTI TEMPI FINO AL PRESENTE (continued 3)

Reading edition

Per molti secoli si risguardò lo straordinario numero d'insetti, siccome un foriero di peste. S. Agostino (de Civitate Dei, cap. 31) scrisse che dopo un'immensa quantità di locuste è succeduta sì fiera peste, che nel solo regno di Massinissa, che visse fin presso al finire del quarantesimo secolo dalla creazione del mondo, perirono da 800 mila persone, 200 mila nelle provincie della Costa marittima presso Cartagine; in Utica di 30 mila giovani soldati solo 10 mila ne restarono in vita. Così s. Girolamo (in Ioel Prophet.) scrive, che al tempo dell'imperatore Teodosio dalle locuste, assai multiplicate nella Giudea, fu presagita un'orribile pestilenza. Così la peste, che travagliò l'Inghilterra nell'865, secondo gli storici fu preceduta da sterminata quantità di locuste, che divorarono le biade, e cagionaron la fame (Platin. Vit. Nicolai I. p. 281.). Mosche in vece, e moscherini d'innumerabile copia, diverse di forma dalle ordinarie, e della grandezza di un'ape, precedettero la peste, che l'anno 1283 si sviluppò nell'esercito del re di Francia, Filippo III l'Audace, che regnò sin all'anno 1285 (V. Musant. Tab. Chronol. p. 137.) quando alla testa di 200 mila fanti, e 18 mila cavalli moveva dal Rossiglione per impadronirsi del regno d'Aragona. In quel trambusto uomini, e bestie, che ne fossero stati punti da que' cotali insetti, morivano di presente; e da 40 mila de' primi vi perdettero la vita con grande numero di cavalli. Lo stesso re Filippo ne fu attaccato (Villalba Epidémiologie d'Espagne, ec.). Simile fatto esser avvenuto nella Gallia Cisalpina riferisce l'Agricola (de Peste lib. 1.), e Giovanni Wolfio (Cent. 16. Lectionum Memorabil.). Così avvenne l'an. 1335, in cui alla prodigiosa quantità di cavallette, che copriron la terra, e divorarono i seminati, tenne dietro immediatamente la peste, che colla Dalmazia devastò gran parte d'Europa (f. 295).

Nel 1473 strana quantità d'insetti devastatori cagionaron la perdita de' ricolti; il che precedette di poco alla peste, che afflisse l'Italia in quello, e ne' susseguenti anni (f. 337). Lo stesso avvenne nel 1478.

Parimenti nella peste, manifestatasi in Saragozza, e in più altre provincie della Spagna, si vide andar innanzi cotesta specie d'insetti; anzi da lor cagionata la dicono alcuni scrittori, a' quali non credo che debbasi prestar fede, e ne sono allegati dal Villalba (l. c.). L'Hildano pur riferisce (Cent. Observ. 24) che nella peste di Losanna dell'anno 1613 da ogni parte vi ebbe tanta quantità di mosche, che altrettale a memoria d'uomini non s'era veduta. Così nella peste della Livonia del 1638 gran quantità di vermi di una specie particolare s'ebbe a osservare, ed in altri casi parimenti è accaduto che la peste fosse preceduta da sì fatte affluenze d'insetti. Nè se n'è da maravigliare, poichè un diluvio, sto per dire, di quegli animaletti, struggendo le fonti dell'umana sussistenza, divien cagione di carestia e della fame; ed a questa seguitano poi le epidemie maligne contagiose, e la peste.

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings