Note 15 — SERIE DI TUTTE LE PESTILENZE PIÙ MEMORABILI DAI PIÙ REMOTI TEMPI FINO AL PRESENTE (continued 2)
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«Dell'anno 1526 fa portata la peste in Raugia da un Maestro Andrea Sartore, che tornava d'Ancona, il quale fu perciò condotto per la Città sul carro attanagliato e morto. E la peste fè tanto danno, che la Città restò quasi desolata. Morirono 84 Gentilhuomini, e 80 Gentildonne: in San Domenico morirono 19 Padri, in San Francesco 25. In cinque monasterj aperti morirono più di 160 Monache, e in tre serrati nessuna. Dell'altro popolo fra la Città e Contado morirono intorno a 20,000 persone. E riducendosi il Senato a Gravosa, nel Convento di Santa Croce dell'Ordine de Predicatori, rimasero i soli Soldati alla guardia della Città, e due galere armate con una fusta per guardia del porto. Finita la peste, che durò intorno a 20 mesi, e in cui si spese dell'Erario pubblico per le guardie, provvedimenti, e limosine circa 40 mila ducati, si fabbricò una Chiesa a S. Rocco, e si chiamarono ad abitare nella Città molti del contorno».