Note 227 — Traduzioni. CAPO IX.
Reading edition
Hist Gr. lib. 6. cap. 4. Erra l'interpetre latino nell'edizione del Wels, che traduce in latitudine. Altrove si può spiegare così; ma quì il contesto mostra, che si dee intendere della profondità. Così nell'orazione per la Corona nel decreto de' Bizantini (p. 256. ed. del R.) dove si dice, che gli Ateniesi soccorsero quella Repubblica πλοίοισιν ἕκατον καὶ ἕικοσι, καί σίτω, καὶ βέλεσι, καὶ ὁπλίτως: navibus centum et viginti, frumento, telis, et legionibus, come traduce il Volfio. Ma sarebbe stato un debole soccorso il mandar dardi. Il Sig. Cesarotti pare che si sia accorto di questa difficoltà avendo volgarizzato le due ultime parole, arme e soldatesca, e certo sarebbe stato assai utile il mandar arme d'ogni sorte, ma il testo nomina soltanto i dardi, dunque non si mandarono armi in generale. Io dubiterei, che βέλεσι quì si prendesse per saettatori; e mi confermo in questo sentimento, vedendo che dopo si nominano gli Opliti, che significa armati, ma più specialmente si prende per soldati di armatura greve; onde tradurrei jaculatoribus et militibus gravis armaturae. Lascio di ciò il giudizio agli eruditi Grecisti.