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Dell'arte dei giardini inglesi

Note 20 — STATUE.

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I Greci costumavano di fare le loro statue nude, per meglio rappresentare la natura. I Romani distinguevano le loro statue dagli abigliamenti, chiamando paludate quelle degl'imperatori, dal lungo manto guerriero, che le coprivano; thorocate quelle de' capitani, e cavalieri, dal loro sorcotto; loricate quelle de' semplici soldati. Le statue de' senatori, e degli auguri erano dette trabeate; togate quelle de' magistrati; tunicate quelle del popolo; stolate quelle delle femmine. Le statue si possono distinguere in edestri, equestri, ed assise. La grandezza delle statue si divideva in tre classi: grandi, mezzane, e picciole. Le grandi si suddividevano in altre tre classi; chiamandosi auguste le più grandi dell'altezza naturale, eroiche quelle, che avevano due volte la dett'altezza, e colossali quelle, che si distendevano fino a tre altezze, e più. Le piccole statue pure si dividevano in tripedanee dell'altezza di tre piedi, in cubitali, e palmari. Quanto alla materia, di cui originalmente furono esse composte, v'è apparenza, che la creta, come la più maneggevole, e la più atta a ricevere qualunque forma, fu impiegata per la prima. In seguito fu impiegato il legno; ed i Romani non ebbero per lungo spazio che degli Dei di legno, anche dopo che la scultura assoggettò la pietra, ed il marmo. Vedi Pausania, Plinio, e la dissertazione di Frigelino: de statuis ec. ec.

Trattandosi dell'arte de' giardini ragionati, che ammettono tempj, ed edificj ornati da statue, le più minute particolarità, e circostanze relative alle stesse non sono da ignorarsi.

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