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Dell'arte dei giardini inglesi

Note 3 — DESCRIZIONE DI CHAMBERS DE' GIARDINI DELLA CHINA[3].

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Si può riguardare questa descrizione come la sorgente comune, dalla quale si sono ricavate tutte le altre, che si son fatte de' giardini Chinesi, comparse successivamente con più o meno d'addizioni, e di cambiamenti. Chambers ne parlò per la prima volta nella grandiosa sua opera degli edificj, mobili, abiti, macchine, e stoviglie, ec. ec. de' Chinesi, ove, occupandosi di simili oggetti, non si diffuse gran fatto sopra de' loro giardini. L'applauso, che riportò quest'opera, fu senza dubbio uno stimolo di più per impegnare l'autore a pubblicare un nuovo trattato, la sua dissertazione sui giardini Orientali, nella quale estese, e sviluppò il ristretto primiero suo piano, chiamando in suo soccorso il genio, ed il buon gusto, onde propagare un quadro attraente del paro per la sua bellezza, che per la sua variazione, e novità.

In opposizione a questa descrizione si vedano le seguenti opere:

Recherches philosophiques sur les Egyptiens et les Chinois, par M. P. Berlin 1773 8.º

Nouveaux mémoires sur l'état présent de la Chine. Paris.

Voyage d'Osbek à la Chine.

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