Note 149 — DANTE.[1] (continued 3)
F. J. (Frederick John) Church translation
Io vidi già nel cominciar del giorno La parte oriental tutta rosata, E l'altro ciel di bel sereno adorno, E la faccia del sol nascere ombrata, Sì che per temperanza di vapori L'occhio lo sostenea lunga fiata; Così dentro una nuvola di fiori, Che dalle mani angeliche saliva, E ricadeva giù dentro e di fuori, Sovra candido vel cinta d'oliva Donna m'apparve sotto verde manto Vestita di color di fiamma viva. E lo spirito mio, che già cotanto Tempo era stato che alla sua presenza Non era di stupor, tremando, affranto. Senza degli occhi aver più conoscenza, Per occulta virtù, che da lei mosse, D'antico amor senti' la gran potenza. **** Volsimi alla sinistra col rispitto, Col quale il fantolin corre alla mamma, Quando ha paura, o quando egli è afflitto, Per dicere a Virgilio: Men che dramma Di sangue m'è rimasa, che non tremi: Conosco i segni dell'antica fiamma. Ma Virgilio n'avea lasciati scemi Di sè, Virgilio dolcissimo padre, Virgilio, a cui per mia salute diemi: **** Dante, perchè Virgilio se ne vada, Non piangere anche, non piangere ancora Chè pianger ti convien per altra spada. **** Regalmente nell'atto ancor proterva Continuò, come colui che dice, E il più caldo parlar dietro reserva, Guardami ben: ben son, ben son Beatrice: Come degnasti d'accedere al monte? Non sapei tu, che qui è l'uom felice?—Purg. 30.
But extracts can give but an imperfect notion of this grand and touching canto.