Note 108 — DANTE.[1] (continued 2)
F. J. (Frederick John) Church translation
See the form of benediction of the "Rosa d'oro." Rituum Ecclesiæ Rom. Libri Tres. fol. xxxv. Venet. 1516. Form of giving: "Accipe rosam de manibus nostris ... per quam designatus gaudium utriusque Hierusalem triumphantis scilicet et militantis ecclesiæ per quam omnibus Christi fidelibus manifestatur flos ipse pretiosissimus qui est gaudium et corona sanctorum omnium." He alludes to it in the Convito, iv. 29.
O isplendor di Dio, per cu' io vidi L'alto trionfo del regno verace, Dammi virtù a dir com'io lo vidi. Lume è lassù, che visibile face Lo creatore a quella creatura, Che solo in lui vedere ha la sua pace: E si distende in circular figura In tanto, che la sua circonferenza Sarebbe al Sol troppo larga cintura. **** E come clivo in acqua di suo imo Si specchia quasi per vedersi adorno, Quanto è nel verde e ne' fioretti opimo; Sì soprastando al lume intorno intorno Vidi specchiarsi in più di mille soglie, Quanto di noi lassù fatto ha ritorno. E se l'infimo grado in sè raccoglie Sì grande lume, quant'è la larghezza Di questa rosa nell'estreme foglie? **** Nel giallo della rosa sempiterna, Che si dilata, rigrada, e redole Odor di lode al Sol, che sempre verna, Qual'è colui, che tace e dicer vuole, Mi trasse Beatrice, e disse; mira Quanto è 'l convento delle bianche stole! Vedi nostra Città quanto ella gira! Vedi li nostri scanni sì ripieni, Che poca gente omai ci si disira. **** In forma dunque di candida rosa Mi si mostrava la milizia santa, Che nel suo sangue Cristo fece sposa.—Parad. 30, 31.