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Dalle Novelle di Canterbury

Note 17 — NOVELLA DEL CAVALIERE

Cino Chiarini translation

L’epiteto hoppesteres, dato qui alle navi, non sembra molto chiaro ai critici e ai commentatori del poeta. La parola non ricorre altrove, e non ha altri riscontri nella poesia del Chaucer, i quali possano recare un poco di luce. Io ho tradotto secondo l’etimo supposto dal Tyrwhitt, il quale farebbe derivare questa voce dal sassone to hoppe che significa danzare. L’immagine delle navi danzanti sulle onde, che di per sè è abbastanza poetica, qui pare poco appropriata. Ed è strano che il Chaucer, il quale in questa disordinata e barocca descrizione del tempio di Marte si è valso non poco della Teseide, traducendola qualche volta quasi letteralmente, abbia avuto l’idea poco felice di trasformare «le navi bellatrici (che il Chaucer abbia letto «ballatrici»?) del Boccaccio» e le «bellatrices carinae» di Stazio, in navi danzatrici.

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