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Dal molino di Cerbaia a Cala Martina

Note 13 — IV Da San Dalmazio alla casa Guelfi

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F. D. Guerrazzi nella sua opera Lo Assedio di Roma accenna al salvamento di Garibaldi compiuto dai patriotti toscani nel 1849, e nella prima edizione così si esprime: «Di Garibaldi note le fortune, la costanza, l'ardire, i pericoli, e i casi dolorosi. Episodi pieni di amarezza infinita della Odissea pietosissima sono le morti del Brunetti e dei suoi figliuoli, di Ugo Bassi, e della valorosa sua donna Anita, le fughe, le insidie, la ferina caccia, e l'eroico aiuto dei buoni, e per ultimo lo scampo miracoloso per virtù del Guelfi maremmano nostro, bella gloria toscana.» Livorno, 1864, pag. 876. Nelle successive edizioni, dopo le parole: «per virtù del Guelfi maremmano nostro,» aggiunge: «e di una donna, Giuseppa Bonfanti ecc.» L'eccelso scrittore fu tratto in inganno da informazioni prima incomplete, poi erronee. Non già il solo Guelfi, che pure vi ebbe splendida parte, bensì una mano di patriotti da Vaiano a Scarlino compierono il salvamento dell'Eroe, e in quanto alla Giuseppa Bonfanti di Poggibonsi, buona donna, ma inconsapevole di chi riceveva nella sua casa, essa non fece che il compito di onesta e ospitale massaia. — Questo dico al solo scopo di ristabilire i fatti nella loro storica verità.

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