Note 23 — VII.
Reading edition
Narra l’autore dei Racconti di 200 e più testimoni oculari dei fatti delle gloriose cinque giornate di Milano, «che uscendo tre carrozze, due a due cavalli, ed una ad un cavallo solo, ed attraversando la piazza dalla parte della contrada Cusani per recarsi al dazio di Porta Tenaglia, staccasi un drappello di cavalleria ussera e si presenta alla portiera scaricandovi diversi colpi di carabina. Nè contento di questo, adopera lo squadrone per finire di sacrificare le vittime che in esse si contenevano. Una delle carrozze a due cavalli prese la fuga dirigendosi verso la casa Dal Verme, e da’ militari stessi venne condotta in castello, attraversando la linea delle piantaggioni; l’altra con un solo cavallo, portatasi a carriera verso la strada che percorreva, tutto ad un tratto soffermossi, e per quanto facesse il vetturale o qualche cittadino accorso in ajuto, non fu possibile di rimuovere dal suo posto il cavallo; la terza soffermossi dirimpetto alla porta del castello, e vi stette per un’ora e mezzo circa, sotto ad una dirotta pioggia, custodita da due usseri, uno per parte della portiera, venne poi tradotta in castello, e verso sera si vide a ritornare il medesimo legno. Asseriscono poi che alla mattina susseguente si trovarono due cavalli morti da colpi di squadrone sulla piazza del castello, e furono riconosciuti i medesimi attaccati al legno fuggitivo. Un cocchiere si vide cadere nel momento che fu assalito; nulla seppesi di coloro che erano nei legni, sendo che i colpi di cannone e della fanteria e cavalleria che trovavasi sulla piazza fecero ritirare tutti gli astanti.