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Cronaca della rivoluzione di Milano

Note 10 — IV.

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Ai 14 agosto del 1339 fu riconosciuto Signore di Milano, dopo che erasi distinto in molte guerresche imprese viventi i fratelli ed i nepoti. Dapprima ebbe compagno nel potere Giovanni suo fratello, che vi rinunziò spontaneamente per essersi dato allo stato ecclesiastico. La durezza del governo di Luchino forma un mirabile contrasto con quello di Azzone, e fu perciò causa nel 1340 di una congiura ordita da due Aliprandi e da Francesco Pusterla, con intenzione di porre in luogo di lui i suoi nipoti, figli del suo fratello Stefano. La trama fu scoperta: i due Aliprandi vennero lasciati morire di fame, ed il Pusterla perì sul patibolo colla moglie e due figli adolescenti. Da indi in poi Luchino divenne vie più crudele, e da quel momento la camera ove dormiva fu sempre custodita da due enormi cani. Egli morì di veleno procuratogli dalla moglie Isabella dal Fiesco, donna sfrenata ne’ suoi amori.

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