Note 46 — SOPRA LA CAPACITÀ DEI CONDUTTORI ELETTRICI
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Dopo scritta la prima parte di questa lettera, e terminata quasi la seconda, scorrendo la Storia dell'elettricità di Priestley, mi sono avvenuto in alcuni passi nei quali l'osservazione del vantaggio che ha un Conduttore, di cui la superficie è estesa molto in lungo, sopra un Conduttore che ne ha un'eguale ma meno in lungo esteso, e più in largo, è toccata più che leggermente. Il passo più formale è il seguente «Io devo quì osservare, che il Sig. Monnier, il giovine scoprì, che l'elettricità non si comunica ai corpi omogenei in proporzione della loro massa, o quantità di materia, ma bensì in proporzione della loro superficie, e che tutte le superficie eguali non ricevono un'eguale quantità d'elettricità; ma quelle ne ricevono di più che sono estese in lunghezza. Così, per esempio, un piede quadrato di stagno, riceveva molto minore quantità d'elettricità che un bastoncello dello stesso metallo, che avesse una superficie eguale a quella del piede quadrato». Phil. Trans. Abridg. V. X. pag. 309, Priestley hist. of. Electr. Part. I. Per. VIII. Sect. II. Se pertanto debbo riconoscere d'aver detto troppo poco coll'insinuare, che di tale scoperta qualche cenno solamente ne avea potuto dare taluno, credo d'altra parte aver detto giusto col soggiugnere che lungi è bene che la cosa sia stata posta nel lume che merita. Quando dunque mi si conceda d'averle io dato il suo giusto lume, o almeno un nuovo aspetto, avrò pur fatto qualche cosa: avrò schiarita, e promossa una scoperta che diviene, e per la teoria, e per la pratica interessante. Mi lusingo d'aver dimostrato che tal fenomeno dipende dall'azione delle atmosfere elettriche; alla teoria delle quali ho condotto omai i principali capi di tutta la teoria elettrica; come a suo tempo farò vedere. Certamente nè Watson, nè Monnier, nè altri che ha parlato comechessia del vantaggio di prolungare i Conduttori piuttosto che ingrossarli, hanno motivata la spiegazione ch'io dò dedotta dall'azione delle atmosfere elettriche. V'ha, se ben mi ricordo, chi si è argomentato di spiegare la forza maggiore cui giugne l'elettricità ne' Conduttori lunghi colla legge generale dei fluidi, che esercitano sopra una data base maggior pressione in ragion che cresce l'altezza della colonna. Ognun vede quanto una tale spiegazione idrostatica, ed altre consimili che si siano ideate puramente meccaniche, son lontane dalla mia. Finalmente dee pur convenirsi, che poco o niun caso si è fatto fin quì della scoperta di cui parliamo, quando si riflette come si sono attenuti generalmente i Fisici elettrizzanti ai grossi cilindri, e sfere per i loro gran Conduttori: al qual uso raccomando io in oggi i lunghissimi, e discretamente sottili, e mostrandone palpabilmente i tanto considerabili vantaggi per via di esatti confronti, e troppo decisi resultati, e coll'esempio del mio gran Conduttore formato d'una serie di bastoni inargentati di 96 piedi di lunghezza, potrò lusingarmi d'avere, dopo promossa la teoria intorno alla capacità de' Conduttori, giovato eziandio alla pratica.