Note 246 — CAPO XII. Degli abusi e gravezze che la città di Ruvo ha sofferte dalla prepotenza Baronale.
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L’espressioni quì adoperate sono molto pregne, e s’intende bene a che alludono. Mi dicevano i vecchi di Ruvo che più di un Abruzzese entrato in quel bosco valendosi del proprio dritto non si era trovato più nè vivo, nè morto. Gli antichi Duchi di Andria non sono stati coi Locati Abruzzesi così benigni e sofferenti come lo furono i Padroni di masserie Ruvestini da essi flagellati barbaramente.