Note 241 — CAPO XII. Degli abusi e gravezze che la città di Ruvo ha sofferte dalla prepotenza Baronale.
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Si noti che nello strumento dell’anno 1552 riportato innanzi alla detta pag. 201 Fabrizio Carafa Duca d’Andria e Conte di Ruvo s’incaricò di cotesto antico contratto, e quindi fece la seguente dichiarazione: Pro cujus nemoris herba et pascuo dicta Regia Curia annuatim pro servitio Regiæ Dohanæ Menæpecudum Apuliæ solvit eidem Excellenti Comiti annuos ducatos quincentum de carolenis argenti, in quo nemore non possunt intrare pecudes nisi in Vigilia Nativitatis Christi anni cujuslibet. Dal che viene a risultarne che de’ già detti annui ducati mille e cento convenuti nell’anno 1473 ducati cinquecento si pagavano per l’erba del Bosco di Ruvo ed altri seicento per quella delle murge di Ruvo e Minervino.