Note 20 — CAPITOLO VIII. LA QUARTA CERCHIA E I CONTORNI DI FIRENZE.
Reading edition
Né sono senza curiosità gli altri cenni statistici di quel tempo, registrati dal Forti nel suo Foro toscano manoscritto, e che qui registro anch'io come quelli che danno molta luce alla storia, e chiariranno come tra noi si conoscesse fino da tempo remotissimo l'importanza della statistica.
La città aveva 90,000 anime, senza i forestieri e i religiosi; i forestieri erano 1500; i frati, monache o preti 5000. Ogni anno si battezzavano in S. Giovanni circa a 6000 persone. Vi erano nello studio da 1000 scolari: alle scuole d'abbaco famiglie 1200 in più scuole: alla grammatica e logica in quattro scuole 600 fanciulli. Vi erano 110 chiese: cioè parocchie con popolo 57, badíe 5, prioríe 2, monasteri di donne 26, regole di frati 10: vi erano 30 spedali: medici, cerusici e fisici buoni 60: giudici 80: notari 600: botteghe di calzolaj, pianellaj, zoccolaj 300, botteghe di speziali 100, botteghe di fornaj 126. Ogni giorno si consumava in Firenze 140 moggia di grano, e 70 mila boccali di vino: tra buoi e vitelle se ne consumava 40,000 ogni anno, e castroni e pecore 60,000, capre e becchi 20,000, porci 30,000; nel solo mese di luglio entravano in Firenze 2000 some di frutte. La zecca batteva ogni anno 40,600 fiorini d'oro, e libbre 200,000 di quattrini.