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Brani inediti dei Promessi Sposi, vol. 2, Opere di Alessando Manzoni vol. 2 parte 2

Note 119 — XVIII.

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Segue, cancellato: «Non vorrei con tutto questo che alcuno pigliasse Don Ferrante per un uomo straordinario, perchè avendo studiato un po' tutta la sua vita ed inclinando ora alla vecchiezza, fra gli autori che teneva in stima particolare contasse molti recenti, alcuni viventi, e alcuni perfino assai più giovani di lui. Don Ferrante era quello che doveva essere, quello che sono sempre stati e saranno sempre gli uomini provetti, i quali già da gran tempo hanno veduto dove stia la perfezione del sapere, hanno adottato un sistema, e chiuso il numero delle loro idee. La loro avversione, i loro sospetti, le loro ire non sono già contra gli uomini nuovi, ma contra le idee nuove; anzi se fra i giovani sorge taluno, che ricevendo con molta venerazione le dottrine che trova trionfanti, le studia, vi si affonda dentro, e le estende e dà loro un nuovo lume, i provetti riconoscono il suo merito e lo esaltano con ammirabile imparzialità. Oh! se al tempo di Don Ferrante fossero venuti oltre giovani che avessero ardito riesaminare quelle idee che dovevano soltanto ricevere ed applicare, giovani che avessero frugato in tutti quegli assiomi, di quegli che invece di dire: Capisco, dicono: Perchè? avreste veduto come Don Ferrante gli avrebbe pettinati, ma per buona sorte non ve n'era uno». (Ed.)

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