← Table of contents
Brani inediti dei Promessi Sposi, vol. 2, Opere di Alessando Manzoni vol. 2 parte 2

Note 118 — XVIII.

Reading edition

Segue, cancellato: «delle poche rime stampate e di quelle poche prose di Claudio Achillini»; e poi: «delle rime stampate, del discorso accademico e delle poche lettere di Claudio Achillini». Qui il Manzoni accenna senza dubbio alle Rime | e Prose | di Claudio | Achillini. | In questa nuova impressione | accresciute di molti sonetti, | et altre compositioni | non più stampate: | Con aggiunta di diverse | Bellissime Lettere di Proposta, e | Risposta del medesimo autore. | In Venetia, M.DC.LVI. | Per Giacomo Bortoli. | Con licenza de' Superiori; in-12º. È questa infatti la prima volta che furono raccolte e stampate le «poche lettere» dell'Achillini, mentre le sue Rime avevano avuto una quantità di edizioni. Essendo state raccolte e stampate nel 1656, non potevano figurare nella biblioteca di Don Ferrante, morto nel 1630; il Manzoni cancellò dunque l'accenno e corse al ripiego di fargli invece possedere «una raccolta manoscritta di alcune lettere» dello stesso grand'uomo. «Poche lettere», (nota il mio amico Luigi D'Isengard), «ma c'è da imparare una nuova maniera di estetica:—Il sonetto inviatomi da V. S. è cosa angelica, per non dire un angelo in versi. I due terzetti sono due Chori di Grazie. La chiusura è una prigionia di maraviglie.—Dopo il qual giudizio non è da mettere in dubbio che il maggior poeta di quanti ne nascessero, o tra i Toscani, o tra i Latini, o tra i Greci, o tra gli Hebrei sia Giambattista Marini; e non è da stupire che la sacra eloquenza fosse tutta nel saio d'un cappuccino così macilente e confitto e sepolto dentro ai panni, che si vede, anzi non si vede, e non si ode che una lana agitata che sgrida, un mantello vocale, un cappuccio che atterrisce; un fuoco che scintilla fuori dalle ceneri, una nuvola bigia che tuona spaventi, una penitenza spirante, un sacco di querele che si riversa addosso ai peccatori. Oh Dio, quanto è vero, che questo è il vero modo di predicare; e se tutti i predicatori fossero tali, so certo, che più consideratamente camminerebbe il mondo». Cfr. D'Isengard L., Claudio Achillini e Don Ferrante; in La Rassegna nazionale, di Firenze, anno XX, vol CIV, fascicolo del 1º dicembre 1898; pp. 629-636. (Ed.)

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings