Note 152 — APPENDICI
Reading edition
Luigi Settembrini [Lezioni di letteratura italiana, settima edizione; III, 315] si domanda: «Come sono gli occhi di Lucia?» E risponde: «Non si sa; essi li teneva quasi sempre chinati a terra per pudore. Un altro poeta, e specialmente un francese, quali occhi avrebbe dati a quella fanciulla!» Nella prima minuta la descrizione degli occhi di Lucia c'era, ma nella stessa prima minuta la cancellò. Ecco il passo. Scrivo in corsivo e metto tra due parentesi la parte a cui dette di frego. «Oltre questo, che era l'ornamento particolare di quel giorno, Lucia aveva quello quotidiano di una modesta bellezza[. Questo era l'ornamento particolare di quel giorno, ma Lucia ne aveva un quotidiano, che consisteva in due occhi neri, vivi e modesti, e in un volto di una regolare e non comune bellezza]; la quale era allora accresciuta e per dir così abbellita dalle varie affezioni dell'animo suo in quel giorno. Poichè appariva nei suoi tratti una gioja non senza un leggier turbamento, un misto d'impazienza e di timore, e quella specie di accoramento tranquillo che ad ora ad ora si mostra sul volto delle spose, e che temperato dalle emozioni gioconde e liete, non turba la bellezza, ma l'accresce e le da un carattere particolare».
Il consigliere Federico de Müller raccontando nelle proprie Memorie una visita che fece al Manzoni a Brusuglio, nell'agosto del 1829, scrive: «Discorremmo molto dei Promessi Sposi. Io gli detti copia d'una lettera in cui una amica, di molto ingegno, si manifesta molto entusiasta di questa opera. Ne ebbe gran gioia; ma contro l'osservazione che vi si trova, esser cioè Lucia più un ideale che una vera figura d'italiana, affermò subito che la purezza e la castità delle contadine lombarde supera ogni aspettativa, e che egli ritrasse Lucia fedelmente dal vero. Madama» [Enrichetta] «Manzoni s'accordava in ciò perfettamente con lui, e m'assicurò che tra le contadinelle di que' contorni esiste una tale esagerata morigeratezza e ritrosia, da costringerle a ben guardarsi, quando vanno la domenica a passeggiare col fidanzato, dal prenderlo per la mano e dall'esser famigliari con lui, se non vogliono correr pericolo divenir diffamate dal popolino».
Racconta lo Stampa [Alessandro Manzoni, la sua famiglia, i suoi amici; II, 167]: «Un giorno il Manzoni, al caminetto del suo studio, mi domandò spontaneamente e senza che me l'aspettassi:—Dimmi un po', non ti pare che, come contadina, abbia idealizzato un po' troppo la Lucia?—Risposi francamente:—No! perchè ho avuto occasione di conoscere qualche contadina che aveva dei sentimenti puri ed un cuore delicato come quello della tua Lucia.—Mi parve che gradisse molto questa risposta e che rimanesse molto soddisfatto di questa mia assicurazione». (Ed.)