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Brani inediti dei Promessi Sposi, vol. 2, Opere di Alessando Manzoni vol. 2 parte 2

Note 148 — APPENDICI

Reading edition

Racconta lo Stampa [Alessandro Manzoni, la sua famiglia, i suoi amici; II, 175]: «Il Manzoni non diede ad altri da ricopiare il suo romanzo, e udii raccontare da lui stesso che finito il romanzo ed avendo sul tavolo il mucchio di carte che lo componeva, invitato dal Grossi a darlo allo stampatore, gli rispose:—Oh giusto! ora bisogna copiarlo per porlo in netto, perchè lo stampatore possa raccapezzarsi.—Ebbene, fallo copiare, disse il Grossi.—Oh giusto! bisogna che lo copi io stesso, per fare in pari tempo quelle correzioni che saranno del caso.—Come! esclamò il Grossi, vuoi fare la fatica bestiale di copiare tutto quel mucchio di carta? Ma sei pazzo!—Che vuoi che ti dica? Non posso fare a meno. Bisogna che faccia alla mia maniera.—Ed ebbe la pazienza di copiare lui stesso tutto il manoscritto dei Promessi Sposi, e mi pareva che nel raccontare tal cosa ne provasse una certa soddisfazione». Lo Stampa nell'affermar questo è stato tradito dalla memoria. Il Manzoni, condotta a fine la prima minuta, non poteva darla a copiare ad altri, perchè non si trattava di una trascrizione, bensì di un rifacimento, che bisognava scrivesse da per sè; come infatti fece. Della copia per la Censura, che è d'altra mano, ed è la trascrizione della seconda minuta, resta soltanto il primo volume; gli altri due sono andati perduti. Dunque il consiglio del Grossi, se pur lo dette, fu accolto e seguìto. Questa copia ha molte correzioni autografe del Manzoni, che a volte rifà di suo pugno anche de' lunghi brani, o in margine, o incollando sul manoscritto qualche brandello di carta. Nel presente saggio, che ne do, stampo in carattere corsivo le correzioni di mano di lui. (Ed.)

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