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Brani inediti dei Promessi Sposi, vol. 1, Opere di Alessando Manzoni vol. 2 parte 1

Note 231 — VIII.

Reading edition

1 Prete Serafino Morazzone o Morazone non è un essere immaginario: ha vissuto e fu amico del Manzoni, tra le cui carte ho trovato questa letterina che ricevette da lui: «Ill.ᵐᵒ Signore, Francesco Polvara di Pescarenico, sapendo il buono affetto che V.ᵃ S.ᵃ Ill.ᵐᵃ ha per me, desidera che faccia buon ufficio presso di Lei acciò gli rilascia o tutto o in parte ciò che gli deve per certa compra fatta colla felice memoria del di Lei padre. Ascoltate le di lui ragioni su questo, mi dice che la compra è stata fuor di modo alterata; ma, aggiungendo io che bisognava avvertire nel far la compra, mi dice che abbisogna adesso di carità, non potendo pagare per varii infortunii, e dicendo che tocca alla sigurtà; e dicendogli io che tocca agli eredi, mi disse che son sei figli pupilli. A questi vorrei giovare: Pupilo tu eris adjutor. Ma non vorrei neppure il danno di V.ᵃ S.ᵃ Ill.ᵐᵃ che però la prego ad informarsi se veramente la compra è stata fuor di modo alterata, come esso dice e fare quello che il Sig.ͬ Iddio le ispira. La prego de' miei ossequiosi saluti al Sig.ͬ Canonico [Luigi Tosi], alla Sig.ᵃ di Lei Madre, alla di Lei Sig.ᵃ Moglie ed alla Sig.ᵃ Ospite, e raccomandandomi alle loro orazioni mi dico con ogni rispetto e stima di V.ᵃ Sig.ᵃ Ill.ᵐᵃ affezionatissima per servirla Prete Serafino Morazone curato di Chiuso». Non ha data, ma è anteriore al 1818, nel qual anno, l'11 di novembre, per contratto rogato dal notaio Innocenzo Valsecchi, il Manzoni vendette la sua villa del Caleotto ed i beni che possedeva ne' Comuni di Lecco, Castello ed Acquate per la somma di lire centocinquemila italiane.

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