Note 201 — IV.
Reading edition
Il fabbro, «dopo d'aver contraffatto più di cinquanta chiavi delle varie porte del monastero, fu tanto imprudente di svelare il suo segreto, ed ebbe per ricompensa un'archibugiata nel petto. Egli fu trovato morto per la via. Questo assassinio, nel quale non entra come complice diretta alcuna monaca del convento di S. Margherita, prova che era costume di Gio. Paolo Osio di agire per le spiccie, sbarazzando il terreno di qualsiasi incomodo testimonio». Cfr. Zerbi L. La Signora di Monza nella storia; in Archivio storico lombardo, ann. XVII, pp. 714-715.