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Attraverso il Cinquecento

Note 623 — UN BUFFONE DI LEONE X

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Op. cit., l. III, pp. 188-9. Il Lando ricorda ancora quali moderni strenui mangiatori, un Catellaccio Fiorentino, un D. Antonio da Lecce, e un Cola Caforzio, che si mangiava una pezza di lardo. Alla voracità di fra Mariano allude senza dubbio anche Ercole Bentivoglio nella satira A. M. Flaminio, là dove dice:

... io non son Mariano nè il Rizzuolo, Che come son levati, immantinente Sen vanno a far la zuppa nel siruolo.

In quel passo del Tizio anche fra Martino è ricordato quale mangione famoso: ma di lui non si hanno, che io sappia, più particolari notizie.

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