Note 434 — QUADRO SESTO
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Scriveva l’accusatore, o la parte civile, nell’accusa la pena di cui chiedeva l’applicazione. Vedi, per esempio, in Diog. Laerzio, l’accusa di Melito: «Socrate delinque corrompendo i giovani, non credendo i Numi che la città crede, ma sì altre nuove cose demoniache. Pena la morte.» — E in altra legge sul buon costume: «Se un Ateniese farà oltraggio a un libero fanciullo, lo accusi ai tesmoteti chi ha in balia il fanciullo, e scriva la pena. Se condannato nella persona, sia ucciso lo stesso dì» (Esch., C. Tim.).