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Alcibiade

Note 425 — QUADRO SESTO

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Il formulario delle leggi e dei decreti (νὸμος, ψήφισμα) presso gli Ateniesi era comunemente quello che vediamo, con poche varianti dall’uno all’altro, nei molti esempj citati nelle orazioni di Demostene e degli altri oratori: e sulla scorta dei quali mi regolai nella redazione del decreto di cui l’arconte ordina in questa scena la lettura. Nelle sue formole più complete, il decreto d’ordinario recava prima il nome dell’arconte epónimo in carica; poi successivamente e per ordine, la data, la pritania, la designazione di chi aveva convocato l’assemblea in cui il decreto era stato votato (se i pritani o gli strategi, o secondo che trattavasi di assemblea ordinaria o straordinaria); il nome di chi avea proposto il decreto; indi il disposto del decreto; infine la indicazione dei funzionari incaricati della esecuzione, e da ultimo la ripetizione del nome dell’autore della proposta (Vedi Demost., Corona; C. Timocr., ecc.).

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