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Alcibiade

Note 174 — QUADRO SECONDO

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«Avendo egli un cane di meravigliosa grandezza ed avvenenza, il quale gli costava settanta mine, gli troncò la coda che bella era oltremodo, e riprendendolo i di lui famigliari e dicendogli come tutti aspramente il vituperavano per aver fatto ciò, egli ridendo: «La cosa va dunque — rispose — come voglio io, perciocchè voglio appunto che gli Ateniesi parlino di questo, acciò non si mettano a parlar contro di me di cose peggiori» (Plutarco in Alcib.).

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