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Alcibiade

Note 137 — QUADRO SECONDO

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La superstizione e il culto dei presagi e degli augurj e la fedele osservanza delle pratiche religiose erano anch’esse qualità caratteristiche del popolo ateniese, nel tempo stesso ch’ei tollerava sulla scena si deridessero — purchè non si negassero — gli Dei. Alla superstizione religiosa, Alcibiade dovette in gran parte il suo primo bando, Socrate la sua condanna di morte. Per accuse di reato di religione (di aver profanati i misteri, o messo in dubbio l’esistenza degli Dei, ecc.) furon pure processati e condannati, com’è noto, il tragico Eschilo, e i filosofi Anassagora, Diagora di Melo, e Protagora e Prodico di Ceo. Nè dai pregiudizj religiosi andavano esenti spesso le menti più illuminate, perchè sappiamo di Senofonte che fu superstiziosissimo, e lo stesso seriissimo Tucidide accenna agli eclissi come a segni precursori di disgrazie (Tucid., I, 23). — Vedi ancora su questo proposito dello spirito superstizioso e delle pratiche di superstizione tra gli ateniesi, i frammenti caratteristici che ci restano di diverse commedie di Menandro, in ispecie del Superstizioso (Δεισιδαίμων) presso Clem., Alex., Strom., VII; del Trofonio, presso Stob., 98; del Misogino, presso Strab., VII, 297; della Sacerdotessa (Τέρεια) presso Giustino, Monarch., 29, ecc.

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