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Alcibiade

Note 116 — QUADRO SECONDO

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Le nove Cannelle, ossiano l’Enneacrùno, erano una fontana pubblica di Atene, che dava acqua da nove bocche. Fu fatta costruire da Pisistrato e diceasi da principio fontana di Calliroe; sotto il qual nome è ricordata in Tucidide (III, 15). Di essa si servivano gli Ateniesi per le lustrazioni ed altri usi sacri: e i poveri v’andavano a bere. «Se alcun non m’invita, dovrò andar cogliendo erbe ed empiere il ventre bevendo all’Enneacrùno.» — Così un parassito in Alcifr., Lett., III, 49. Intorno alla storia di Calliroe e all’altra fontana nell’Acaja dov’ella venne ad uccidersi e che da lei prese il nome, vedi Pausania, Acaja, 21.

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