Note 98 — QUADRO SECONDO
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E camminiam curvi per la città, come quei che portan le lampade (Aristof., Lisistr.) Della festa o gara delle lampade (lampadeforìa) ch’era celebre in Atene, e solennizzavasi, secondo lo scoliaste di Aristofane, ogni anno il dì 19 del terzo mese attico, così parla Pausania: «Nell’Accademia è l’altar di Prometeo. Da qui si partono le persone e van correndo verso la città con fiaccole accese in mano. La contesa consiste in portar la face così che correndo rimanga accesa. Se si spegne al primo, egli non ha più parte nella vittoria, ma gli sottentra il secondo, e se nè questi ancora la porta accesa, il terzo è vincitore, ma se a tutti si spegnessero le faci, niuno rimarrebbe vittorioso» (Paus., I, Attic. 30. — Cfr. Aristof., Vespe; Senof., Finanze d’Atene, IV; Eschilo, Agam.)