Note 110 — QUADRO SECONDO
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Questo chiacchierio sfaccendato dei popolani sciupanti il tempo in piazza a domandarsi le notizie della giornata, dava terribilmente sui nervi al buon Demostene. «Mentre Filippo sfida armi, fatiche, cimenti, non perde occasioni nè tempi, noi Ateniesi invece impigrire e sfaccendati per piazza domandarci l’un l’altro: che c’è di nuovo? ἡμεῖς δὲ... οὐδὲν ποιοῦντες... καί πυνθανόμενοι κατὰ τὴν ἀγοραν εἴ τι λέγεται νεώτερον (Dem. Sulla lettera di Filippo). E altrove: «Volete forse baloccando in giro su per la piazza domandarvi: che nuova c’è? περιιόντες... πυνθάνεσθαι κατὰ τὴν ἀγορὰν λεγεταὶ τι καινὸν. Qual nuova più strana che un uomo macedone debelli gli Ateniesi?» (Demost., Filipp., I).