Note 383 — QUADRO QUINTO
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«Ibi (Spartae) ut ipse praedicare consueverat, non adversus patriam sed inimicos suos bellum gessit quod iidem hostes essent civitatis» (Corn. Nep., Alcib., 4). Così pure nel discorso agli Spartani, riferito da Tucidide, Alcibiade dice: «Niuno di voi prenda sinistra opinione di me, perchè, riputato una volta amator della patria, adesso di conserva co’ suoi capitali nemici vigorosamente l’assalgo... Esule, sì, io fuggo la nequizia di coloro che mi cacciarono. I nemici peggiori non sono quelli che come voi recarono qualche danno al loro nemico, ma bensì coloro che costrinsero gli amici a diventar nemici» (Tucid., G. Pel., VI, 92).