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Alcibiade

Note 382 — QUADRO QUINTO

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Gelosissima era Sparta nell’accordar l’ambito onore della propria cittadinanza: tanto che Erodoto non ricorda se non in via di eccezione l’esempio di Tisameno e di suo fratello Egia, come dei due soli stranieri ai quali quell’onore venisse, in un caso di suprema importanza, conceduto (Erod., IX). Di altri stranieri che nei tempi più antichi ottenessero la cittadinanza di Sparta, ricordavasi ancora il solo Tirteo: al quale l’abbiam data, diceva re Pausania, affinchè non paja e si dica che abbiam avuto un capitano forestiere (Plut., Apof. Lac.; Plat., Leg., I, 629). La quale osservazione applicavasi esattamente al caso di Alcibiade (Cfr. lo scoliaste di Tucid. al lib. I, 77: e il Meurs., Misc. Lac., IV, 10). Circa i vincoli antichi di ospitalità che già univano Alcibiade a Sparta, vedi sopra nota 17.

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