Note 333 — QUADRO QUINTO
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Euribate fu ladro astutissimo: messo in prigione, insegnò a rubare perfino a’ suoi carcerieri. Indi passò tra’ Greci il suo nome in proverbio. «Neppure Euribate, quel ladro famoso, osò tanto» (Aristen., Lett., I, 20). Dicevasi anche azione da Euribate, Εὐρυβάτου πράγμα. «Questo è un agire da Euribate, non da cittadini, non da gente onorata» (Demost., Corona). — Ed Eschine: «Nè Frinonda (altro ladro famoso), nè Euribate, nè altri degli antichi furfanti furono prestigiatori e ciurmadori come costui» (Esch., C. Ctesif.) — Cfr. Platone, Protag., c. 16; Alcifr., Lett., III, 20; Lucian., Aless., 4; ed Erasmo, sulla frase proverbiale, εὐρυβατύεσθαι (agire da Euribate).