Note 372 — QUADRO QUINTO
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«Una legge de’ Lacedemoni ordinava che nessuno de’ cittadini dovesse indicar mollezza nel colorito, o tanto fosse pingue di corpo che men atto paresse agli esercizi: perocchè l’una cosa dimostra pigrizia e l’altra non denota maschio valore. Di più era prescritto che ogni giorno gli efebi si presentassero pubblicamente nudi agli efori. Se venivano riconosciuti di gagliarda costituzione fisica, e negli esercizi quasi torniti ed intagliati, avevan lode ed approvazione; ma se in essi discoprivasi alcun membro rilassato o languido per la pinguedine dall’ozio proveniente, erano condannati e battuti» (Eliano, V. St., XIV, 7).