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Alcibiade

Note 360 — QUADRO QUINTO

Reading edition

Adoperavano i Greci per la scrittura le tavolette od il papiro. Le tavolette (δέλτοι, πίνακες) eran generalmente di avorio e coperte di uno strato di cera sul quale scrivevasi con una punta o stilo (γραφεῖον): avean nel mezzo un bottone perchè non si incollassero insieme nel disporle a foggia di libro. Più comunemente usavano canne (κλαμοι, γραφεῖς) e calamaio (μελανοδόχον) per iscrivere con inchiostro di sostanza colorante sul papiro (βίβλος) che rotolavasi in volumi (διφθέρα), di cui i singoli fogli chiamavansi carte (χάρτης). Questi rotoli applicati su due cilindretti erano scritti in colonna dall’alto al basso. Ogni volume segnato con un numero veniva chiuso in una scatola cilindrica o di forma ottagona; e cavavasi dall’astuccio mediante un cilindro che vi era attaccato (Polluce, VIII, 16; X, 58-61; Plut., Demost., 29; Eum., 1; Erod., V, 58; Demost., A. Stef., 2, ecc. Cfr. Gallus, t. II; Geraud, Sur les livres dans l’antiq., ecc.).

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