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Alcibiade

Note 358 — QUADRO QUINTO

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«Considerando (Licurgo), quando la moglie andava a marito, che alcuni nel principio usavano eccessivamente con esse loro, determinò che fosse vergogna al marito se egli si lasciava vedere nello andare o nel partirsi dalla moglie. Onde seguiva di necessità che accoppiandosi occultamente a questo modo sentissero maggior diletto: e i parti che ne nascevano fossero più gagliardi che non quando si trovassero marito e moglie sazii di star insieme» (Senof., Rep. Lac., 1). «Si procacciavan le mogli per via di rapina; e la rapita consegnavasi alla prònuba, la quale radevale i crini d’intorno al capo, e messole un pallio da uomo e i calzari, la collocava sopra un mucchio di strame sola e senza alcun lume; lo sposo poi se n’andava dentro discioltole il cinto e levatala di peso la trasportava nel letto. Poichè trattenuto erasi non lungo spazio con lei, se ne partiva modestamente per andarsene a dormire dov’egli era usato cogli altri giovani; e così continuava, passando i giorni e le notti coi suoi coetanei, e portandosi di quando in quando alla sposa tutto circospetto e guardingo... Così pure la sposa con ogni arte adopravasi affinchè di nascosto trovar si potessero insieme: e ciò faceano per tanto tempo che alcuni ebbero figliuoli prima che avessero di giorno vedute le loro mogli» (Plut. in Licurgo).

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