Note 357 — QUADRO QUINTO
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Feste Apaturie o feste delle frodi, da (ἀπαταω, ingannare). Vi si commemorava la frode colla quale Melanto, messenio, campione degli Ateniesi, vinse ed uccise in singolar certame Xantio, re dei Beoti, che avevano invaso l’Attica; e terminò con quel duello la guerra. Mentre i due combattevano, comparve alle spalle di Xantio una larva coperta di pelle caprina: o almeno così finse credere Melanto, il quale gridò non istar bene che venisse un terzo in soccorso dell’avversario. Xantio si volse allora indietro per veder che fosse, ed in quella rimase dall’avversario trafitto. Gli Ateniesi, mostrando di credere che fosse stato Bacco che si era così travestito in lor favore, gli istituirono le feste Apaturie che si celebravano nel mese Pianepsione (parte di ottobre e di novembre) e duravano tre dì. Il primo dicevasi giorno della cena; il secondo, giorno del sagrifizio; mentre celebravasi il quale, molti Ateniesi in ricche vesti giravano intorno l’altare con tizzoni accesi cantando inni a Vulcano; il terzo, festa Cureoti (puellaris), nella quale avea luogo l’iscrizione dei neonati sul registro della tribù e della curia a cui i genitori appartenevano (Platone, Timeo, I; Polieno, Strat., I; Scol. d’Aristof, nella Pace; Etym. M.; Suida. — Cfr. Meurs., Graeca feriata, e Reg. Athen., III, 10).