Note 354 — QUADRO QUINTO
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Sull’ingerenza ed influenza delle donne spartane negli affari dello Stato ai tempi dell’egemonia di Sparta, vedi Aristot., Polit., II, 6, 5. — Cfr. Plut., Lic.; Plat., Leg., VII, 805. Il Müller, parlando del livello elevato della coltura nelle donne spartane, scrive: «Sta in generale la osservazione che mentre presso gli Jonj le donne venivano considerate puramente come oggetti sensuali e come compagne di letto, e gli Eoli al contrario consentivano alla loro sensibilità un maggiore sviluppo, di cui fanno fede le poetesse erotiche di Lesbo, tuttavia i Dori, quasi soli, a Sparta come nella Magna Grecia, apprezzavano nella donna lo sviluppo delle facoltà superiori dello spirito e dell’intelligenza (νοῦς).» (Dorier, lib. IV, c. 4).