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Alcibiade

Note 330 — QUADRO QUINTO

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στιβάδα chiamavano gli Spartani i giacigli di giunchi e di foglie su cui dormivano: «fatti da loro medesimi, con rompere colle mani e senza servirsi di ferro alcuno, le cime delle canne che nascono lungo le rive dell’Eurota: nel verno poi mescolavano con tali foglie quelle di una specie di cardi, chiamati licofoni, sembrando che tal materia avesse un non so che di calido» (Plut. in Licurgo e Apoft. Lac.).

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