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Alcibiade

Note 345 — QUADRO QUINTO

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Ogni Stato greco usava tenere nella principale città degli altri Stati greci un prosseno (πρόξενος) od ospite pubblico: quel che noi diremmo oggi un console; il quale era cittadino della città in cui abitava, ed adempiva gratuitamente al suo uffizio. Così, per esempio, il prosseno di Sparta, in Atene, era non uno spartano, ma un ateniese: egli esercitava l’ospitalità verso i viaggiatori spartani che fossero venuti in Atene, li indirizzava ed assisteva del proprio credito nelle loro commissioni ed interessi, procurava loro tutti i comodi che dipendessero da lui, dava alloggio agli inviati di Sparta, ecc. Avveniva spesso che un prosseno, siccome partigiano della città da lui rappresentata, la sovvenisse nascostamente di consigli e informazioni politiche; così i Mitilenesi, prosseni di Atene, la avvertirono segretamente che Mitilene macchinava una defezione (Tucid., III, 2). Che i maggiori di Alcibiade fossero stati prosseni di Sparta si desume da Tucid., VI, 89: e più avanti Tucidide parla degli «antichi e stretti vincoli di ospitalità che legavano Alcibiade coll’eforo Endio, cosicchè la loro famiglia in grazia dell’ospitalità ebbe anche il nome laconico: quindi questo si chiamava Endio di Alcibiade» (Tucid., VIII, 6. — Cfr. Tucid., I, 29; II, 85; Senof., St. Ellen., IV; Eustaz. in Iliad., 3).

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