Note 74 — QUADRO PRIMO
Reading edition
Plinio (Nat. Hist., XIII, c. 10) fa l’invenzione della carta di papiro posteriore di un secolo circa all’epoca del nostro dramma: egli la pone cioè ai tempi di Alessandro, ossia quasi intorno all’epoca medesima che, secondo lui, fu inventata a Pergamo la pergamena pella biblioteca d’Eumene. Ma che l’invenzione del papiro sia assai più antica, e nota ai tempi di Alcibiade, si rileva da Erodoto che già parla del papiro, sotto il nome di βύβλος (lib. V, cap. 8); anzi egli aggiunge che prima che il papiro (βύβλος) fosse comune, si scriveva già sopra pelli di capra o di pecora (lib. V, cap. 58): e se ne formava una specie di libro che diceasi διφθέρα. V’eran di tali libri in pergamena legati anche alla foggia stessa dei nostri — tabellae (Pitt. Herc., tom. II, tav.). Quanto ai manoscritti di papiro trovati ad Ercolano, sono tutti fatti a rotolo — cioè a dire di quelli che i Latini chiamavano volumen.