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Alcibiade

Note 10 — QUADRO PRIMO

Reading edition

Οφθαλμοί ἐπιπόλαιοι. Così traduce anche il Ciampi e l’autore delle spiegazioni del Museo Capitolino, inducendone che Socrate era losco. Occhi sporgenti, e naso camuso colle narici larghe, aperte all’insù (Senof., Simpos. IV). Aggiungansi grosse labbra, fronte sporgente e calvizie in cima della fronte, capelli corti arricciati di dietro, e barba arricciata scendente, non molto lunga, sul petto, e si ha l’effigie di Socrate, descritta negli antichi scrittori e pervenuta sino a noi. Un’erma rappresentante Socrate, del Museo Napoleone, è citata e descritta dall’Ennio Quir. Visconti nella Iconografia greca (I, pag. 200; tav. XVIII), siccome l’imagine più autentica del grande filosofo. Vi traspira dagli occhi arguti la finezza dello spirito e dalla fronte serena l’imperturbabilità del carattere: il movimento stesso delle labbra sembra avere qualcosa della sottile ironia de’ suoi discorsi.

Il Visconti nega per altro che Socrate fosse losco: e traduce l’ὀφθαλμοί ἐπιπόλαιοι per occhi a fior di testa.

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