Note 63 — QUADRO PRIMO
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«Che voce è questa, o Socrate, che lontana ci viene dal mare? — È un uccello marino, detto Alcione, che ha questa voce di pianto e di lamento: e intorno ad esso contasi un’antica favola. Dicono che una volta egli era donna, figliuola di Eolo l’Elleno, donzelletta che si struggeva d’amore e disfacevasi in pianto perchè le morì lo sposo Ceice di Trachinia, prole dell’astro Lucifero, di bel padre bel figliuolo: e che di poi essendole spuntate le ali per volere divino, e mutata in uccello, andò scorrendo il mare in cerca del suo diletto, che ella per tutta la terra non avea potuto trovare. — E questo è l’Alcione? Io non ne aveva mai udita prima d’ora la voce. Oh mi lascia veramente un’eco di pianto nell’anima!» (Luciano, L’Alcione). — «L’Alcione se ne fuggì mandando un lugubre lamento» (Luciano, Di una storia vera). — Ed Euripide: «O augello Alcione che intorno agli scogli del mare canti il tuo aspro pietoso destino, e piangi ognora lo sposo, io non alato augello ben t’assomiglio ne’ mesti lai...» (Eurip., Ifig. in Taur.). Vedi ancora sulla tavola di Alcione, Ovidio (Metamorph., XI., 411 seg.; Heroides, XVIII, 81).